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L'Arpia : quel rapace per metà donna

Centro Veterinario Ivet Team - Napoli
Quando si parla di “arpia” ci vengono in mente due figure: una donna insopportabile e la creatura mitologica metà donna metà uccello riportate da numerosi scrittori come Omero, Dante e Virgilio.
Nella mitologia greca le arpie, conosciute come “rapitrici” (il significato etimologico della parola è proprio rapire), sono rappresentate come esseri crudeli, ripugnanti e spesso dall'alito fetido.

Oggi possiamo dire che le arpie esistono, ma ahimè ancora per poco!
Si tratta dell'Aquila Arpia Harpia harpyja è l'unico rapace appartenente al genere Harpia, dovrebbero essere alte in media un metro, anche se in passato sono stati avvistati esemplari di quasi due metri, il peso massimo è scarso 10  kg, ovviamente posseggono come tutti gli uccelli ossa cave leggere.
Come tutti i rapaci, sono carnivori, ed il nome di “rapitrici” deriva dal fatto che, essendo di grosse dimensioni possono arrivare a catturare prede di medie dimesioni come una scimmia, o in tempi remoti, un bebè, ecco l'origine di tutti i miti e leggende.

Perchè metà donna?
Non ve lo chiedereste se aveste osservato anche solo una foto di questo maestoso ed inquietante uccello: sembra, effettivamente, un'impettita donna dall'espressione gelida ed arcigna.
Questa creatura sembrerebbe indistruttibile, eppure, purtroppo, secondo l'Unione Internazionale per la Conservazione delle Specie, rientra tra le prossime in estinzione.
In tutto il globo terrestre ne risultano al momento solo 50.000 esemplari a causa della devastante deforestazione, in Brasile, ad esempio, risulta già estinta.

Nicoletta Gammieri
Giornalista
Educatore Cinofilo
Coadiutore in IAA



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