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Leishmaniosi non solo nel cane

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La Leishmaniosi è una patologia infettiva sostenuta da un protozoo del genere Leishmania, la cui specie maggiormente presente nelle nostre zone è L. infantum. In passato esisteva la convinzione che l’uomo e il cane fossero gli unici ospiti di tale parassita, ma negli ultimi anni sempre maggiori sono state le segnalazioni in altre specie considerate prima resistenti, soprattutto il gatto, ma non mancano segnalazioni in conigli selvatici e recentemente anche un caso confermato in un furetto.
La Leishmaniosi desta preoccupazioni dettate non solo dal corredo sintomatico che presentano gli animali colpiti dalla patologia, ma anche dal suo ruolo di zoonosi, quindi la possibilità di poter essere trasmesso dagli animali all’uomo.
Il contagio avviene mediante vettori. Si tratta di insetti ematofagi che acquisiscono il parassita quando effettuano un pasto di sangue su un soggetto infetto, diventando, così, fonte di contagio per altri individui sani, animali o umani. Il genere di insetto che interessa maggiormente le nostre aree geografiche è sicuramente il Flebotomo, piccola zanzarina di un paio di mm che presenta maggior attività durante le ore notturne.
La malattia è ben nota ai proprietari di cani, che sono molto informati su come comportarsi e come prevenire il contagio, ma quanto sono informati i proprietari dei felini sull’argomento?
Negli ultimi anni, un gruppo di esperti veterinari nel campo della Leishmaniosi si è dedicata allo studio della patologia nel gatto per ottenere un update sulla malattia e poter dare delle raccomandazioni a riguardo.
Partiamo col dire che in aree in cui la malattia è endemica per il cane, è possibile riscontrare casi di infezioni sub-cliniche nel gatto, mentre rare sono le infezioni con manifestazioni cliniche, che si presentano soprattutto in soggetti con alterazioni del sistema immunitario, come in corso di Immunodeficienza felina (FIV), Leucemia felina (FeLV), terapie immunosoppressive o per patologie debilitanti, come diabete e neoplasie maligne.
La patologia nel gatto si può presentare con segni e sintomi molto simili a quelli riscontrati nella specie canina, abbiamo principalmente:
• Lesioni cutanee, a carattere ulcerativo, crostoso, nodulare o, più raramente, squamoso, e sono le manifestazioni sicuramente più frequenti
• Linfoadenomegalia
• Anoressia e perdita di peso
• Problemi oculari, con blefariti nodulari, uveiti, panoftalmiti
• Gengiviti e stomatiti croniche
• Letargia
• Ipergammaglobulinemia
• Lieve anemia
• Rialzo dei valori epatici
La diagnosi si basa sul rilievo di anticorpi prodotti dall’organismo verso il patogeno o diretta al rilievo del parassita stesso.
Come e perchè prevenire?
La prevenzione mira all'evitare la diffusione del patogena in una determinata area geografica. Si è dimostrato, infatti, che il gatto può fungere da serbatoio nell'infezione, per cui può rappresentare un rischio per la diffusione della patologia in una determinata area geografica.
L’uso di repellenti per gli insetti si rende, quindi, necessario ma... attenzione alle cure fai da te! Rivolgersi sempre al proprio veterinario per le indicazioni dei prodotti giusti da utilizzare, in quanto, alcuni insetticidi/repellenti per il cane, sono assolutamente tossici nel gatto.
Fonti:
Pennisi MG, Hartmann K, Lloret A, et al. Leishmaniosis in cats: ABCD guidelines on prevention and management. J Feline Med Surg. 2013;15(7):638–642. doi:10.1177/1098612X13489229.
Pennisi MG, Cardoso L, Baneth G, et al. LeishVet update and recommendations on feline leishmaniosis. Parasit Vectors. 2015;8:302. Published 2015 Jun 4. doi:10.1186/s13071-015-0909-z.
Giner J, Basurco A, Alcover MM, et al. First report on natural infection with Leishmaniainfantum in a domestic ferret (Mustelaputoriusfuro) in Spain. Vet Parasitol Reg Stud Reports. 2020;19:100369. doi:10.1016/j.vprsr.2020.100369.

Lorena Cardillo
Medico Veterinario
Specializzazione in Malattie Infettive, Profilassi e Polizia Veterinaria





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