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Peritonite Infettiva Felina (FIP): cosa è cambiato oggi

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Peritonite Infettiva Felina (FIP): cosa è cambiato oggi

Centro Veterinario Ivet Team - Napoli
Per molti anni la Peritonite Infettiva Felina (FIP) è stata una delle diagnosi più difficili da affrontare nella medicina veterinaria del gatto. Non solo per la complessità clinica della malattia, ma per la consapevolezza che, una volta confermata, le possibilità terapeutiche erano estremamente limitate.
Oggi possiamo finalmente parlare della FIP in modo diverso.
Non perché sia diventata una patologia semplice, ma perché abbiamo strumenti concreti per intervenire e, soprattutto, perché esiste finalmente un quadro normativo chiaro che consente ai veterinari di accedere legalmente alla terapia.

Cos’è davvero la FIP
La FIP è causata da una mutazione del coronavirus felino (FCoV), un virus molto diffuso nella popolazione dei gatti. La maggior parte dei soggetti entra in contatto con il coronavirus senza sviluppare alcuna malattia grave.
Solo in una piccola percentuale di gatti, per motivi legati alla risposta immunitaria individuale, il virus muta e diventa capace di diffondersi nell’organismo, dando origine a una malattia infiammatoria sistemica.
È importante ribadirlo:
👉 coronavirus positivo non significa FIP
👉 la FIP è una conseguenza rara, ma devastante, di una mutazione virale


I primi sintomi: quando la malattia inizia in silenzio
Uno degli aspetti più insidiosi della FIP è che i primi segni clinici sono spesso vaghi e poco specifici.
Nelle fasi iniziali il gatto può presentare:
  • febbre persistente, spesso non responsiva agli antibiotici
  • riduzione dell’appetito o inappetenza
  • letargia, minore interazione, isolamento
  • perdita di peso progressiva
  • mantello opaco e trascurato
Questi segnali, se persistenti e non spiegabili da altre cause evidenti, devono sempre farci mantenere alta l’attenzione, soprattutto nei gatti giovani o che vivono in comunità.

La FIP umida: quando il corpo si riempie di liquido
Nella forma umida (o effusiva), la più conosciuta, la malattia provoca una grave infiammazione dei vasi sanguigni. Questo porta alla fuoriuscita di liquido nelle cavità corporee.
Le manifestazioni più frequenti sono:
  • ascite: accumulo di liquido nell’addome, che appare gonfio e teso
  • versamento pleurico: liquido nel torace, con respirazione difficoltosa
  • in casi più rari, versamento pericardico, che può compromettere la funzione cardiaca
Con il progredire della malattia, il liquido comprime gli organi interni, rende difficile la respirazione e peggiora rapidamente la qualità di vita del paziente. Senza un intervento efficace, l’evoluzione è spesso rapida e drammatica.

La FIP secca: la forma più subdola
La forma secca (non effusiva) è spesso ancora più difficile da diagnosticare.
Non c’è un grande accumulo di liquido, ma un’infiammazione cronica che colpisce vari organi attraverso lesioni granulomatose.
I sintomi dipendono dall’organo coinvolto:
  • occhi: uveite, dolore, alterazioni della vista
  • sistema nervoso centrale: atassia, tremori, convulsioni, cambiamenti comportamentali
  • rene e fegato: insufficienza d’organo, ittero, peggioramento progressivo delle condizioni generali
  • intestino: diarrea cronica, dimagrimento marcato
In questi casi il gatto può andare incontro a deterioramento neurologico, insufficienza d’organo e progressiva incapacità di alimentarsi o muoversi, fino a condizioni incompatibili con una buona qualità di vita.

Perché la FIP porta alla morte
La FIP non è semplicemente un’infezione virale.
È una risposta immunitaria aberrante, che provoca:
  • danno ai vasi sanguigni
  • infiammazione cronica diffusa
  • compromissione progressiva degli organi vitali
Con il tempo:
  • la funzione respiratoria viene compromessa dai versamenti
  • il metabolismo si altera
  • fegato, reni e sistema nervoso smettono di funzionare correttamente
Senza una terapia mirata, il risultato finale è spesso l’insufficienza multiorgano.


La svolta terapeutica: oggi possiamo curare
Negli ultimi anni, l’introduzione degli antivirali specifici, in particolare il GS-441524, ha cambiato radicalmente la prognosi della FIP.
Questo farmaco:
  • blocca la replicazione del virus
  • consente all’organismo di interrompere il processo infiammatorio
  • può portare, se somministrato correttamente e per un periodo adeguato (circa 84 giorni), a remissione clinica completa
Oggi possiamo affermare che la FIP è una malattia potenzialmente curabile, se diagnosticata e trattata in modo corretto.

Aggiornamento legislativo: oggi il trattamento è legale
Questo è un punto fondamentale, che merita chiarezza.
A seguito delle comunicazioni ufficiali della FNOVI, il Ministero della Salute, con circolare del 23 ottobre 2025, ha stabilito che:
  • il GS-441524 è legalmente utilizzabile in ambito veterinario
  • il farmaco può essere allestito come preparazione galenica
  • la prescrizione avviene tramite Ricetta Elettronica Veterinaria (REV)
  • il trattamento rientra nel quadro normativo previsto dal Regolamento UE 2019/6
Questo significa, in modo molto chiaro, che oggi i veterinari possono accedere al farmaco, prescriverlo e somministrarlo legalmente, all’interno di un percorso medico strutturato, monitorato e responsabile.
È un passaggio storico, che tutela:
  • il paziente
  • il proprietario
  • il medico veterinario
e che consente di superare definitivamente il “fai da te” e le soluzioni non controllate.

Il ruolo del veterinario oggi
Affrontare la FIP oggi richiede:
  • diagnosi accurate
  • monitoraggi clinici e laboratoristici costanti
  • adeguamenti terapeutici nel tempo
  • un dialogo continuo e onesto con i proprietari
Presso il Centro Veterinario IVet Team accompagniamo ogni famiglia lungo tutto il percorso, dalla diagnosi al follow-up, con un approccio clinico serio e personalizzato.

In conclusione
La FIP resta una malattia grave e complessa.
Ma non è più una diagnosi senza speranza.
Oggi, grazie alla ricerca scientifica e a un quadro normativo finalmente chiaro, possiamo offrire a molti gatti una concreta possibilità di guarigione, all’interno di un percorso medico sicuro e legale.
Informare correttamente e intervenire tempestivamente è il primo passo per fare davvero la differenza.

Gianluca Vellotti
Medicina Interna
Medico Veterinario Esperto in IAA
Perfezionamento in Nuovi Animali da Compagnia


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